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IL TERRITORIO
è situato tra Gallura e Baronie, tra la grande isola di Tavolara a nord (con il suo spettacolare parco marino) ed a sud la punta di Capo Comino (il particolare ambiente ecologico di grandi dune coperte di ginepri secolari, e l'oasi naturalistica di 'Bid 'e Rosas').
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Qui si estendono ampie e fertili piane fluviali con grandi spiaggie di sabbia bianca e lagune popolate di aironi, cavalieri d'Italia e splendidi fenicotteri rosa, separate da promontori rocciosi costelati di scogliere e di suggestive calette.
Moderni centri turistici, discoteche e porticcioli, scuole di vela e piazzette per lo shopping, diving center e feste di paese, concerti ed equitazione, pesca sportiva e piano bar, sono inseriti in uno scenario naturale ancora largamente incontaminato.
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LA STORIA
'Passavamo sulla terra leggeri' recita il titolo di uno stupendo romanzo di Sergio Atzeni, e invero l'impronta dell'uomo qui è stata lieve, tanto che ad una prima superficiale impressione, questo territorio sembrerebbe popolato da meno di cento anni.
E invece al tardo neolitico risalgono frammenti di utensili ritrovati e la 'Domus de janas' (tomba) di L'Agliola, e all'era del bronzo i nuraghi sparsi nelle campagne.
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Testimonianze delle dominazioni straniere sono il Castello della Fava di Posada (pisano) e le torri di avvistamento di S. Giovanni e di S.Lucia (spagnole).
Proprio di fronte al Sa Marina, se ci si immerge con la maschera attorno all'isolotto di Petrame, si può osservare un tappeto di cocci di ceramica grezza, testimonianza dei naufragi che nel corso dei secoli sono occorsi ad imbarcazioni forse fenice, etrusche, romane, medievali.
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Ma l'impronta dell'uomo più visibile, più tipica è costituita dai muretti di pietra a secco che riquadrano le campagne ed i boschi fin nei punti più impervi ed inaccessibili.
Sardegna e cultura: non solo il passato, la Grazia Deledda che si studia a scuola: pittori come Aligi Sassu ed i suoi continuatori, scrittori come Sergio Atzeni e Marcello Fois (e mi scuso con tutti coloro che non cito) proiettano la tradizione locale in un contesto più moderno e universale ed inducono a pensare che questa isola, oggi più di ieri, ha molto da dire a tutti noi.
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IL FOLCLORE
Nelle feste di paese ed in spettacoli organizzati nella stagione turistica è possibile ammirare gli antichi costumi tradizionali diversi da paese a paese, tramandati nelle famiglie come abiti per il matrimonio e le grandi festività.
In molte città e paesi cerimonie religiose o festeggiamenti profani si accompagnano a particolari manifestazioni folcloristiche dagli originali e spettacolari svolgimenti.
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Il ballo sardo, così particolare e suggestivo, rivive ad opera di gruppi di appassionati con il suo ritmo originalissimo e la sua figuratività corale.
Compagnie di 'Tenores', alcune delle quali famose in Europa ed oltre, perpetuano l'esecuzione di canti antichi, anima di un'isola da sempre territorio di conquista eppure così fiera della sua identità.
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L'ARTIGIANATO
Mestieri antichi, gesti ripetuti generazione dopo generazione, segreti trasmessi attraverso i secoli, spesso nella stessa famiglia, si incontrano a volte con intuizioni estetiche moderne che trasformano il messaggio figurativo mantenendo intatto il fascino della tradizione.
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L'argilla, lavorata ancora con le tecniche di un tempo, si sposa a disegni originali che stilizzano elementi tradizionali o introducono immagini nuove e suggestive.
Fibre vegetali intrecciate a mano compongono cesti di ogni forma e dimensione.
Lame di acciaio affilate e montate su stupendi manici di osso danno vita al famoso coltello sardo.
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La lana, così presente in terra di pastori, filata ed intessuta, si trasforma in soffici tappeti dai disegni stupefacenti.
Il sughero di pregiatissima qualità, di cui la Sardegna è grande produttrice, oltre che alla realizzazione di tappi per l'imbottigliamento di vini pregiati, si presta al sapiente intaglio di oggetti decorativi e funzionali
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L'ENOGASTRONOMIA
'Sapori di Sardegna, fino a ieri sconosciuti ai più, limitati al chiuso mondo di una società agropastorale, oggi apprezzati in tutto il mondo.
I formaggi, che non si limitano al più conosciuto ed esportato pecorino, ma abbracciano una vasta gamma di metodi di lavorazione, di consistenze, di sapori.
Il 'filo 'e ferru', tipica acquavite prodotta con le zuccherine vinacce dei forti vini di qui.
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I vini, più conosciuti come il vermentino, il cannonau, la vernaccia, e meno noti ma egualmente apprezzabili come il nasco, la monica, il nepente, la malvasia.
L'amaro di Sardegna, il mirto, prodotto con le bacche o le foglie dell'omonima pianta, simbolo dell'isola.
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Il miele, selezionato in moltplici varietà, a seconda del tipo di fiore che le api suggono, tra le quali il particolarissimo miele amaro di corbezzolo.
I dolci, dai biscotti, diversi da paese a paese: papassini, pirichiddi, tiricas, sospiri e tanti altri, ai dolci di formaggio: seadas e formaggelle, al delizioso torrone di Tonara.
E ancora particolari salumi come la salsiccia di Irgoli ed i prosciutti di capra, la preziosa bottarga di muggine, caviale del Mediterraneo, particolari conserve alimentari come i funghi antunna, tipici dell'isola.
Infine il porcetto sardo, cucinato lentamente a riverbero del fuoco o sottoterra, dall'inconfondibile sapore.
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